Cause e cure per la procrastinazione degli studenti

Buongiorno a tutti. Per questo articolo del giovedì ho pensato di proporvi la traduzione di un interessante riflessione sul tema della procrastinazione, scritta da Marie Hartwell –Walker e tratta dal sito americano PsychCentral (CLICCANDO QUI potrete trovare il link all’articolo originale).    La procrastinazione (ovvero la tendenza a rimandare i compiti importanti da fare, il famoso “lo farò domani!”) è un comportamento molto diffuso e trovo sia utile esaminarlo. Questa volta lo facciamo da un punto di vista leggermente differente, quello di una psicologa americana alle prese con la procrastinazione dei suoi studenti. Buona lettura!

Mi viene quasi da ridere. Pensando di scrivere un articolo sulla procrastinazione, se guardo me stessa sembro un classico caso. Stamattina mi sono alzata presto per scrivere. L’ho fatto davvero. Ma prima ho pensato che dovevo pagare le mie bollette mensili. Poi ho iniziato a cucinare ed ho pulito con una spugna il mobile della cucina. Una lunga telefonata con mia figlia è stata seguita dal buttare in lavatrice i panni sporchi e nel dare una lavata ad alcuni piatti lasciati “a mollo” nel lavandino dalla sera prima (sembra che mio figlio che aveva il compito di riordinare la cucina non lo abbia fatto. Grr). Penso che mi farò un altro caffè.

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Compiti delle vacanze: istruzioni per l’uso

Finalmente a breve arriveranno le tanto sospirate vacanze: basta interrogazioni ed esercizi, basta svegliarsi la mattina presto con l’ansia per un nuovo giorno di scuola e per le inevitabili richieste prestazionali che maestri o professori ci faranno, basta compiti… già..basta compiti! Anche se in realtà su quest’ultimo punto la cosa non è così scontata.

Ultimamente si sono sviluppate due correnti di pensiero: da un lato ci sono insegnanti che, paladini di una scuola rigorosa e “vecchio stampo”, caricano letteralmente di compiti delle vacanze  gli alunni; dall’altro lato assistiamo sempre più a casi in cui gli esercizi per il periodo estivo non vengono assegnati, perché si è convinti che il bambino abbia bisogno di un periodo di pausa e di stacco totale dagli impegni scolastici almeno durante l’estate.

Quali sono i pro e i contro dell’assegnare i compiti delle vacanze durante il periodo estivo? Cosa possono fare i genitori in vacanza per gestire lo svolgimento dei compiti delle vacanze? Quale opinione è, insomma, quella giusta?

In questo articolo risponderemo a queste domande.

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8 domande per rendere i compiti a casa con vostro figlio un gioco da ragazzi

Diciamoci la verità: fare i compiti a casa, spesso dopo ore e ore di estenuanti lezioni in classe, senza potersi muovere e giocare è sicuramente molto impegnativo e pesante per i nostri ragazzi, siano essi della scuola elementare oppure un po’ più grandi.

Nessuno ha voglia di riaprire i libri anche nel pomeriggio (non parliamo poi dei ragazzi che fanno il tempo prolungato e tornano a casa dopo le 16!) e spesso il momento dei compiti è visto come un’inutile scocciatura da finire il più presto possibile e senza concentrarsi molto. senza parlare dei compiti delle vacanze assegnati durante il periodo estivo, che spesso vengono visti come una scocciatura inutile.

Eppure i compiti a casa sono molto importanti: non solo eseguire gli esercizi  assegnati permette ai ragazzi  di farsi un’idea di quanto effettivamente è stato capito dell’argomento, ma sono anche un’utile metodo per consolidare  ciò che l’insegnante ha spiegato in classe e aiutano a memorizzare i concetti fondamentali che andranno imparati durante lo studio.

Come possono i genitori fare sì che il lavoro a casa dei propri figli sia costruttivo e utile? E’ possibile rendere il momento dei compiti una parentesi serena e creativa della giornata? Certamente sì, seguendo queste 8 strategie:

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