Migliorare l'ascolto per riconoscere le emozioni altrui

Bentornati sul sito di genitorifelici!

Oggi vi propongo la traduzione di un interessante articolo sul tema del riconoscimento delle emozioni, tratto dal sito americano PsychCentral.  Potete trovare l’articolo originale, a cura del dott. Rick Nauert, cliccando su questo link. Buona lettura!

ascolto emozioni (trad)

 

Una nuova ricerca suggerisce che se vuoi sapere come si sente qualcuno, la cosa migliore potrebbe essere chiudere gli occhi e usare le orecchie.

Gli studiosi della Yale University hanno scoperto che le persone sono maggiormente in grado di rilevare le emozioni altrui quando ascoltano e non guardano la persona.

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I migliori suggerimenti per i papà: come essere coinvolti in famiglia

Buongiorno a tutti! oggi parliamo dei papà con la traduzione di un articolo americano che ci dà utili spunti per rivalutare questa figura troppo spesso messa da parte ed imparare alcuni trucchi per favorire il loro coinvolgimento negli “affari di famiglia”. Ecco il link all’articolo originale. Buona lettura!

Come papà, potreste accorgervi che è necessario fare uno sforzo deliberato per trascorrere del  tempo con la vostra famiglia. Se non state a casa con i bambini durante la settimana, potreste avere la sensazione di perdervi qualcosa di importante.

Un papà impegnato che partecipa alla vita della sua famiglia contribuisce a rendere il nucleo familiare più forte e, secondo molti studi e fonti, la partecipazione di un padre può rendere più felici e sani i bambini, che andranno meglio a scuola e saranno più adeguati nelle relazioni sociali.

Quindi, cosa deve fare un papà? Ecco alcuni suggerimenti per diventare più partecipe della vita in famiglia

Chiedere

Sia i papà che le mamme tendono a pensare alla figura femminile come la più importante nelle questioni di famiglia, e si organizzano per questo gruppi di genitori spesso unicamente formati da mamme.. Ma se ai papà viene semplicemente chiesto di partecipare, questa concezione può cambiare. Quando qualcuno a scuola chiede la partecipazione dei papà, ecco che loro cominciano a rendersi conto che sono necessari. Non sempre gli uomini capiscono la loro utilità nelle questioni della famiglia, quindi in questo caso la soluzione migliore è chiedere loro direttamente di partecipare.

Dare loro un compito

Partecipare ad incontri senza un particolare obiettivo o scopo tende a non dare una giusta motivazione ai padri. Ma avere un compito specifico da raggiungere o un lavoro da portare a termine può favorire il coinvogimento dei papà. Provate a dare al papà qualcosa di specifico da fare, ad esempio un progetto per sistemare la casa, che includa la partecipazione dei bambini. Ad esempio, dipingere una porta o uno steccato del giardino può essere un buon progetto familiare nel fine settimana, così come aiutare in un progetto di scienze.

La giusta mentalità

A volte, per entrare in una giusta attitudine mentale è utile semplicemente trascorrere del tempo con la vostra famiglia. Per esempio, si potrebbe iniziare a pianificare di trascorrere del tempo con la famiglia, anxichè aspettare che che accada. Magari i fine settimana (o un giorno della settimana) può essere destinato ad essere “il tempo per la famiglia”, per poi organizzare le altre attività di conseguenza. Le serate oppure il vostro tempo libero dal lavoro possono essere dedicate ad attività di famiglia, almeno in parte.

Cercare nuove opportunità

Nel corso della giornata e della settimana, probabilmente verrete a conoscenza di  progetti scolastici, eventi, feste imminenti, e così via. Pensate a dei modi per essere coinvolti in  un evento, che si tratti di aiutare con un progetto, dell’incontro con un insegnante, o di andare con  i vostri figli a fare shopping per comprare qualche regalo.

Non dovete essere perfetti

A volte, papà possono sentirsi in una posizione scomoda o essere incerti circa il loro coinvolgimento nelle attività della famiglia, e tendono a delegare o a guardare da lontano. Ma nessuno è perfetto, e, alla fine, i vostri bambini potranno beneficiare della vostra “imperfetta” interazione con loro e sarà sempre meglio che non avervi affatto al loro fianco. Va bene fare degli errori!

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7 modi per entrare in connessione con i vostri figli

Buon giovedì a tutti. Oggi vi propongo la traduzione di un interessante articolo tratto dal sito www.childdevelopmentinfo.com (CLICCA QUI per il collegamento alla fonte originale). Buona lettura!

 

Prima o poi tutti i genitori sentono di non essere connessi ai loro figli tanto quanto lo desiderano. Potresti cominciare ad aver paura di non conoscerli così bene come invece dovresti, o che potrebbero fare cose che tu non vorresti mai facessero.  Questa paura può essere paralizzante. la buona notizia è che questo problema può essere risolto e non è nemmeno così difficile farlo. Anche soltanto desiderando connettervi con i vostri figli, avete già fatto una bella fetta di percorso verso il vostro obiettivo. È importante prendersi cura di loro e di tutto ciò che li circonda. Prendetevi del tempo per capire che state facendo un buon lavoro e questo vi potrà aiutare ad aumentare la vostra fiducia.

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6 modi per aiutare il tuo bambino quando è preoccupato

Buongiorno a tutti e buon sabato pomeriggio!

Ecco qui un nuovo articolo in cui la psicologa americana Annabella Hagen ci parla dei bambini ansiosi e ci fornisce preziose strategie per aiutare i nostri figli a gestire preoccupazioni e momenti difficili.

QUI il link all’articolo in lingua originale.

Fatemi sapere se avete trovato spunti interessanti lasciando i vostri commenti. Buona lettura!!

Quando Emma aveva 7 anni , sembrava essere in piena crisi ogni lunedì mattina . Aveva sempre  mal di stomaco e non voleva andare a scuola . Inizialmente  la mamma la teneva a casa, credendo che fosse malata. Di solito, circa un’ora dopo, la mamma avrebbe trovato Emma che ridacchiava e giocava felice con la sorellina di 4 anni. Sembrava essere guarita miracolosamente.

La mamma spesso si chiedeva se Emma fosse stata sincera  e la minacciava di riportarla  a scuola. Immediatamente il forte mal di pancia della bambina ritornava.  Questa situazione si protraeva da abbastanza tempo da convincerla a portare Emma da uno specialista. La madre scoprì che la difficoltà di Emma non era l’essere diventata bugiarda o l’avere un problema di stomaco. Emma stava vivendo troppe preoccupazioni.

La storia di questa bambina probabilmente vi suona familiare se avete bambini sempre preoccupati. Sapete cosa sta accadendo e il perché i vostri figli lamentano continui mal di pancia?

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