Fai il tuo “Bilancio di genitore”

Silvia e Federico sono una giovane coppia, genitori felici di Cristina, 7 anni e Luca, 4 anni. La loro serenità è però turbata da un piccolo problema:

“Non ci ascoltano mai! Far sistemare la loro cameretta diventa una guerra continua…sono testardi…sempre capricciosi…ma dove sbagliamo?”

Domanda, quest’ultima, che si pongono molti genitori i quali, bombardati dai consigli più disparati e con l’ansia continua di essere sempre più competenti, finiscono per sentirsi persi e demotivati.

Una cosa va chiarita subito: non esistono genitori perfetti: la famiglia del Mulino Bianco, in cui tutti sono sempre felici, i figli sempre ubbidienti, i genitori meravigliosi è soltanto un’illusione. (e mi permetto di aggiungere “Grazie a Dio!”). Perché  ho aggiunto quest’ultimo personale commento?

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E tu? Che stile educativo hai?

Molto spesso mi capita di incontrare nella pratica clinica genitori alle prese con figli che non rispettano le regole, che sembrano ignorare la loro autorità e che minano profondamente il senso di autostima e di efficacia di mamma e papà.   In genere, alla base di questi comportamenti disfunzionali dei ragazzi, c’è un’errata gestione dell’autorità da parte delle figure parentali.

Nelle famiglie possono verificarsi due estremi: vediamo due esempi pratici.

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Compiti delle vacanze: istruzioni per l’uso

Finalmente a breve arriveranno le tanto sospirate vacanze: basta interrogazioni ed esercizi, basta svegliarsi la mattina presto con l’ansia per un nuovo giorno di scuola e per le inevitabili richieste prestazionali che maestri o professori ci faranno, basta compiti… già..basta compiti! Anche se in realtà su quest’ultimo punto la cosa non è così scontata.

Ultimamente si sono sviluppate due correnti di pensiero: da un lato ci sono insegnanti che, paladini di una scuola rigorosa e “vecchio stampo”, caricano letteralmente di compiti delle vacanze  gli alunni; dall’altro lato assistiamo sempre più a casi in cui gli esercizi per il periodo estivo non vengono assegnati, perché si è convinti che il bambino abbia bisogno di un periodo di pausa e di stacco totale dagli impegni scolastici almeno durante l’estate.

Quali sono i pro e i contro dell’assegnare i compiti delle vacanze durante il periodo estivo? Cosa possono fare i genitori in vacanza per gestire lo svolgimento dei compiti delle vacanze? Quale opinione è, insomma, quella giusta?

In questo articolo risponderemo a queste domande.

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Nuovo contenuto sul canale Youtube!

Buon pomeriggio a tutti! Chiedo scusa, ma purtroppo questo mese sono stata un po’ latitante sul blog a causa di vicissitudini familiari. Ora che le cose sembrano essersi risolte per il meglio eccomi pronta per tornare con tanti nuovi contributi sul mondo dell’infanzia e della genitorialità.

E’ online un nuovo video tutto per voi sul mio canale youtube GENITORIFELICI (potrete trovarlo cliccando QUI) che spiega, in modo semplice e divertente, come trasmettere in 4 passi la disciplina ai nostri bambini.

Fatemi sapere tramite i vostri commenti nel box sottostante, o direttamente sulla pagina youtube, se questa modalità dei video vi piace: in caso affermativo potrei pensare di pubblicarne altri!

Ricordatevi di diffondere i contenuti e il video se li trovate interessanti e che potete trovarmi anche sulla pagina fb     https://www.facebook.com/GenitoriFelici-Dottssa-Paola-Cannavo-424711864357739/?ref=aymt_homepage_panel

A presto!!

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La comunicazione in azienda e nella vita: parlare non significa comunicare

Ebbene sì, lo ammetto…questo articolo si discosta un pò dalle solite tematiche sulla genitorialità e l’infanzia tipiche di questo blog. Tuttavia, cercando di fare ordine nel mio confusionario pc, tra vecchie bozze e riflessioni per gli scritti futuri, mi sono imbattuta in questo pezzo e, pur avendolo scritto un pò di tempo fa, mi sono accorta di come suonasse ancora incredibilmente attuale.

Domani sarà la festa della mamma e credo non ci sia occasione migliore per rispolverare alcuni concetti chiave della buona comunicazione, che possono servirci nel lavoro (alzino la mano tutte le mamme manager, impegnate a far quadrare carriera, famiglia e figli!) ma anche nella vita quotidiana. 

Per fare il mio augurio a tutte le mamme del mondo ecco allora non un articolo sulla figura della mamma, ma alcune dritte che possano aiutare tutte le mamme a relazionarsi meglio con gli altri, visto che … “genitori felici rendono i propri figli felici!”

Auguri a tutte le mamme, dunque, e buona lettura!

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COSA FARE SE….vuole dormire nel lettone con mamma e papà

Ogni notte la stessa storia: singhiozzi e chiamate disperate dalla cameretta svegliano i genitori di Laura, 7 anni, che non riesce proprio a riaddormentarsi e vuole la mamma e il papà. Nel bel mezzo della notte Stefania e Luca accorrono dalla loro bambina che, piuttosto che provare a chiudere gli occhi e restare di nuovo da sola se le inventa proprio tutte: “Ho sete, mi porti un bicchiere d’acqua?“, “…davvero papà, ho visto un mostro sotto il mio letto!”, “Mi fa malissimo la pancia! E la testa! E il ginocchio!”. Fino alla fatidica domanda: “Posso venire a dormire nel lettone?”

Alla fine i genitori, esausti ed insonnoliti, cedono alla richiesta di Laura e il papà è costretto a dormire nel lettino per lasciare il posto alla bambina che, neanche a dirlo, nel giro di 3 minuti dorme placidamente attaccata alla mamma.

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché i bambini hanno un così forte bisogno di dormire nel lettone con i genitori? Quando è giusto interrompere questa abitudine e qual è il modo migliore per riuscirci?

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Lettera ai miei genitori

Oggi è per me un giorno speciale.

39 anni fa, in una piccola chiesetta, circondati da amici fidati e da un mare di parenti, dicevano il loro Sì i miei genitori.

All’epoca erano due ragazzini innamorati, con pochi soldi in tasca, tanti sogni e una grande voglia di costruire insieme il loro futuro. Da lì a pochi anni la loro vita sarebbe stata allietata dalla nascita della loro unica figlia (Io!) che, come mi diceva sempre mio nonno, “…ha portato tanta gioia in una vita già felice”.

A rivederli oggi i miei genitori non sono più ragazzini e i loro volti sono solcati dalle rughe dell’esperienza, hanno qualche soldino in più in tasca, forse sono un po’ più disillusi e hanno sicuramente saputo costruire il loro futuro insieme.

Una cosa non è mai cambiata: sono stati e sono tuttora profondamente innamorati l’uno dell’altra.

Hanno attraversato difficoltà e momenti bui, ma anche immense gioie e soddisfazioni. Hanno condiviso pensieri, arrabbiature, esperienze, momenti importanti e dolori profondi, ma sempre consapevoli del profondo legame che li unisce anche a distanza di tanti anni.

Guardo la mia famiglia e a volte mi chiedo come abbiano fatto a rimanere uniti nonostante tutto e per tutto questo tempo, come abbiano superato i reciproci difetti, le parole poco gentili a volte dette, le inevitabili incomprensioni tipiche di ogni famiglia.

Guardo mia madre e mi domando come sopporti ancora i saltuari malumori di mio padre, la sua scarsa capacità di tollerare il minimo disturbo fisico, i suoi momenti in cui si assenta in un mondo tutto suo.

Guardo mio padre e penso che non riuscirei a reggere gli sbalzi emotivi di mia mamma, la sua poca voglia di fare baldoria e uscire, la sua fissa per le pulizie e la casa.

Li guardo e poi capisco: sono l’uno la roccia dell’altro, hanno saputo fare delle loro differenze la corda che tiene insieme due vite apparentemente molto diverse.

Di me bambina in famiglia ricordo il DIALOGO che permeava ogni ambito: si parlava di tutto, ci si confrontava costantemente e si cercava di trovare una via di mezzo anche nelle situazioni in cui sembrava non fosse possibile.

Credo che alla fine sia questo il collante che ha permesso ai miei genitori di fare tutta questa strada insieme, l’aver sempre e comunque fortemente voluto COMUNICARE  per trovare una soluzione, consci che quello che avevano era un sentimento vero e profondo, da proteggere ad ogni costo.

Sorrido se penso a come brillano gli occhi di mio padre ogni volta che parla di mia mamma, a come si preoccupa appena lamenta un piccolo disturbo, a come la ricopre di piccole attenzioni, a volte insignificanti ma proprio per questo così preziose.

Mi intenerisco a sentire mia mamma difendere mio padre ogni volta che io e lui battibecchiamo perché “..Dai, lo sai che lui è fatto così…ma in fondo ha un cuore d’oro…”.

Quindi, questa piccola riflessione sul blog, cari mamma e papà, oggi è per voi (i miei lettori spero mi perdoneranno se per una volta parlo un po’ di me e della mia famiglia); voi, che mi avete insegnato (e continuate a farlo ogni giorno) il valore dell’amore e la capacità di stare bene insieme. Spero di riuscire a percorrere anche io, con mio marito, la strada delineata 39 anni fa da voi, in quella piccola chiesetta dell’Emilia Romagna.

Oggi, il mio augurio dal profondo del cuore per una vita ancora lunga e sempre insieme.

Vostra figlia

 

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Voglio essere tuo amico…

Buongiorno a tutti. Questo mese è stato ricco di impegni e nuovi progetti e purtroppo ho potuto aggiornare con minore frequenza questo blog. Per farmi perdonare, ecco un nuovo articolo che parla dell’amicizia tra bambini e, in via del tutto eccezionale, una piccola sorpresa per voi.

Stasera, a partire dalle 21 troverete un nuovo contributo…non un articolo questa volta, ma qualcosa di speciale e personale. Di cosa si tratta? Non ve lo dico…sennò che sorpresa sarebbe? Buona lettura per ora e…vi aspetto stasera!

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6 modi per aiutare il tuo bambino quando è preoccupato

Buongiorno a tutti e buon sabato pomeriggio!

Ecco qui un nuovo articolo in cui la psicologa americana Annabella Hagen ci parla dei bambini ansiosi e ci fornisce preziose strategie per aiutare i nostri figli a gestire preoccupazioni e momenti difficili.

QUI il link all’articolo in lingua originale.

Fatemi sapere se avete trovato spunti interessanti lasciando i vostri commenti. Buona lettura!!

Quando Emma aveva 7 anni , sembrava essere in piena crisi ogni lunedì mattina . Aveva sempre  mal di stomaco e non voleva andare a scuola . Inizialmente  la mamma la teneva a casa, credendo che fosse malata. Di solito, circa un’ora dopo, la mamma avrebbe trovato Emma che ridacchiava e giocava felice con la sorellina di 4 anni. Sembrava essere guarita miracolosamente.

La mamma spesso si chiedeva se Emma fosse stata sincera  e la minacciava di riportarla  a scuola. Immediatamente il forte mal di pancia della bambina ritornava.  Questa situazione si protraeva da abbastanza tempo da convincerla a portare Emma da uno specialista. La madre scoprì che la difficoltà di Emma non era l’essere diventata bugiarda o l’avere un problema di stomaco. Emma stava vivendo troppe preoccupazioni.

La storia di questa bambina probabilmente vi suona familiare se avete bambini sempre preoccupati. Sapete cosa sta accadendo e il perché i vostri figli lamentano continui mal di pancia?

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