Affrontare i comportamenti problematici degli alunni iperattivi: gestire l’impulsività nel rispondere

Bentornati al nostro consueto appuntamento del lunedì! Oggi parliamo di alcune strategie che l’insegnante può usare in classe per contenere l’eccessiva impulsività nel rispondere degli allievi con deficit di attenzione ed iperattività.  Naturalmente anche i genitori possono adattare questi suggerimenti ed applicarli in casa nelle situazioni di vita quotidiana.

Una caratteristica ricorrente dei bambini iperattivi è l’incapacità di aspettare il proprio turno: spesso in classe rispondono in maniera impulsiva, non attendono di essere chiamati dall’insegnante, disturbano e si sovrappongono alla voce dei propri compagni.   Si tratta di un deficit di base dovuto all’ADHD, che porta questi bambini a non riuscire a fermarsi e riflettere prima di agire.

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La difficoltà di (ben) comunicare

Quante volte vi è capitato di rimanere intrappolate in una discussione con il vostro partner, con un vostro familiare o con un amico? Eravate partite con le migliori intenzioni ed ecco che l’altro ha frainteso le vostre parole scatenando una serie di recriminazioni e offese che hanno portato ad un forte litigio…ed ora non ricordate nemmeno più come tutto è iniziato…

Vi riconoscete nella descrizione? Come mai accade tutto questo? Perché saper comunicare, o meglio, saper comunicare nel modo giusto non è per niente facile.

Parlare con l’altro e farci capire è come una corsa a ostacoli e solo superando le varie tappe senza cadere riusciremo ad arrivare ad una conversazione efficace. Che ne dite di iniziare una corsa virtuale della comunicazione e vedere insieme i tre principali ostacoli che potremmo trovare sulla via? Ci siete? Ok…partiamo!

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Affrontare i comportamenti problematici degli alunni iperattivi: i problemi nella scrittura

 

Benvenuti al nostro secondo appuntamento con gli articoli dedicati al disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività.

Come accennato nell’articolo di lunedì scorso, dopo aver parlato dell’eccessiva attività motoria oggi focaliziamo l’attenzione su un altro tratto caratteristico di chi convive con l’ADHD: i problemi nella scrittura.

Il bambino iperattivo ha spesso una brutta calligrafia e difficoltà nello scrivere.

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9 consigli per gestire un bambino che fa i capricci

Vi propongo oggi un articolo già pubblicato su www.goccedipsicologia.it, la pagina di informazione psicologica con cui collaboro.    Vediamo come riuscire a gestire i capricci dei nostri bambini…

Sei invitata ad una cena tra amici: finalmente hai l’occasione di rilassarti e trascorrere qualche ora piacevole al ristorante, chiacchierando del più e del meno con le altre mamme, insieme a tuo marito e al vostro bambino.

Mentre il cameriere inizia a servirvi la cena ecco però che Simone, 5 anni, comincia il suo consueto show: prima vuole giocare (e naturalmente nella tua borsa piena dei suoi passatempi preferiti non c’è il giocattolo giusto!) poi è un continuo alzarsi dal tavolo, girare per i tavoli, dare fastidio alle persone…così ti trasformi in  una trottola che cerca di arginare le esplorazioni del tuo bambino e tra  un “… ma che razza di educazione gli hanno dato…” sussurrato dalla vicina di tavolo e un “…Signora il bambino non può entrare nelle cucine!” del cameriere ti ritrovi improvvisamente a chiederti “Ma perché sono uscita? Chi me l’ha fatto fare?”.

Alla fine davanti all’ennesima scenata di Simone, in lacrime e urla per un tuo divieto,  mortificata, guardi tuo marito alzare gli occhi al cielo rassegnato e decidi di tornare a casa, scusandoti con i tuoi amici.

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Affrontare i comportamenti problematici degli alunni iperattivi: l' eccessiva attivita' motoria

 

Iniziamo oggi una serie di articoli destinati in particolar modo ad insegnanti e genitori che ogni giorno si trovano a dover combattere contro l’ADHD, ovvero il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività. Questi bambini hanno difficoltà a regolare le proprie emozioni, fanno fatica a rispettare le regole e concentrarsi, sono spesso impulsivi, oppositivi e disturbanti.

Tuttavia, è importante sottolineare che molti tra i soggetti identificati come iperattivi presentano anche caratteristiche positive: alcuni sono creativi, intuitivi e con un buon livello intellettivo.

Occorre formare l’ambiente circostante, e quindi genitori ed insegnanti, perché si riescano a costruire intorno ai bambini impulsivi ed iperattivi le giuste condizioni e sia possibile contenere e gestire al meglio i comportamenti problema.

Oggi e nelle prossime settimane (per 4 lunedì) affronteremo ogni volta una specifica difficoltà legata all’ADHD, fornendo alcune linee guida per gli adulti, in particolare gli insegnanti, che si trovano a gestire questi bambini.

Iniziamo parlando di un tratto caratteristico di questo disturbo, ovvero l’eccessiva attività motoria

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COSA FARE SE…. non si vuole vestire

Elena, 7 anni, al mattino è la disperazione di mamma Silvia. Suona la sveglia, le cose da fare sono tantissime e la campanella di scuola trilla alle 8.00. Ora sono le 7.00 e Elena è ancora lì, impalata sul letto in pigiama che si guarda intorno beata e tranquilla. I vestiti sono lì accanto e visto che lei ormai è una signorina ripete “Mamma mi vesto da sola!”. Silvia non può avvicinarsi, peccato che la piccola Elena sia estenuante nella sua lentezza…senza contare i continui capricci sul vestito da indossare, sul fatto che le sue preferenze non coincidano mai (chissà perché?!) con quelle della mamma o non siano per niente adeguate alle condizioni metereologiche (“no Elena, non si mette la maglietta a maniche corte a dicembre!!”). Silvia è esausta già di prima mattina e non sa più come prendere la sua “bambina terribile”

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché i bambini fanno tante storie per vestirsi? Cosa c’è dietro i continui “boicottaggi” ai genitori e ai capricci mattutini? Come arginare questi comportamenti disfunzionali?

COME REAGIRE:

il vestirsi, così come il momento della colazione o il lavarsi, costituisce un momento di passaggio prima dell’uscita di casa e dell’abbandono dell’ambiente familiare.

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7 buone ragioni per regalare un cucciolo ai vostri bambini

“Mammina…guarda che bello quel gattino! Lo portiamo a casa?”

“vorrei tanto un cagnolino con cui giocare…ti giuro che me ne occuperò sempre io!”

“per favore per favore…..se mi regali un coniglietto non farò mai più i capricci!”

Quante volte da genitori vi è capitato di intrattenere una conversazione di questo tipo con il vostro bambino?  Spesso, di fronte alla richiesta di avere un nuovo compagno a quattro zampe in casa ci vengono in mente solo buoni motivi per bloccare sul nascere questo desiderio: sappiamo benissimo che, dopo il primo entusiasmo, spetterà a noi dover pulire il nuovo inquilino, dargli da mangiare e portarlo dal veterinario…abbiamo paura che sia l’ennesimo capriccio e vediamo più difficoltà che reali benefici.

Tuttavia ci sono molti motivi che potrebbero portare ad accogliere la proposta del bambino: qui di seguito ne elenchiamo sette per cui un cucciolo può rivelarsi un vero e proprio maestro di vita. Infatti:

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il ruolo del papà nella famiglia

Nella mentalità comune, quando si parla del rapporto genitori–figli, siamo inconsciamente portati a concentrare l’attenzione sullo speciale legame che si instaura tra la mamma e il bambino. Trattati di psicologia ed esperti del settore non fanno che sottolineare quanto sia importante per il figlio instaurare una  buona relazione con la propria madre e come questo influenzi la sua crescita ed il suo sviluppo futuri.

Troppo spesso, tuttavia, dimentichiamo come gli esperti invitino anche a riconoscere il giusto valore ad un altro elemento, altrettanto fondamentale, della famiglia, ovvero la figura del padre.

Rispetto al passato, oggi i padri sono sicuramente più presenti nella vita dei figli e più disponibili a cimentarsi in cambi di pannolini o biberon. Spesso le madri lavorano tutto il giorno e i confini nei compiti che spettano ai membri della coppia sono via via sfumati. A volte le donne sono ancora restie a “mollare la presa” sul loro ruolo di mamma, ma una buona madre deve lasciare che il padre rivesta il suo ruolo all’interno della famiglia e nel rapporto con il figlio.

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