Affrontare i comportamenti problematici degli alunni iperattivi: l' eccessiva attivita' motoria

 

Iniziamo oggi una serie di articoli destinati in particolar modo ad insegnanti e genitori che ogni giorno si trovano a dover combattere contro l’ADHD, ovvero il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività. Questi bambini hanno difficoltà a regolare le proprie emozioni, fanno fatica a rispettare le regole e concentrarsi, sono spesso impulsivi, oppositivi e disturbanti.

Tuttavia, è importante sottolineare che molti tra i soggetti identificati come iperattivi presentano anche caratteristiche positive: alcuni sono creativi, intuitivi e con un buon livello intellettivo.

Occorre formare l’ambiente circostante, e quindi genitori ed insegnanti, perché si riescano a costruire intorno ai bambini impulsivi ed iperattivi le giuste condizioni e sia possibile contenere e gestire al meglio i comportamenti problema.

Oggi e nelle prossime settimane (per 4 lunedì) affronteremo ogni volta una specifica difficoltà legata all’ADHD, fornendo alcune linee guida per gli adulti, in particolare gli insegnanti, che si trovano a gestire questi bambini.

Iniziamo parlando di un tratto caratteristico di questo disturbo, ovvero l’eccessiva attività motoria

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COSA FARE SE…. non si vuole vestire

Elena, 7 anni, al mattino è la disperazione di mamma Silvia. Suona la sveglia, le cose da fare sono tantissime e la campanella di scuola trilla alle 8.00. Ora sono le 7.00 e Elena è ancora lì, impalata sul letto in pigiama che si guarda intorno beata e tranquilla. I vestiti sono lì accanto e visto che lei ormai è una signorina ripete “Mamma mi vesto da sola!”. Silvia non può avvicinarsi, peccato che la piccola Elena sia estenuante nella sua lentezza…senza contare i continui capricci sul vestito da indossare, sul fatto che le sue preferenze non coincidano mai (chissà perché?!) con quelle della mamma o non siano per niente adeguate alle condizioni metereologiche (“no Elena, non si mette la maglietta a maniche corte a dicembre!!”). Silvia è esausta già di prima mattina e non sa più come prendere la sua “bambina terribile”

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché i bambini fanno tante storie per vestirsi? Cosa c’è dietro i continui “boicottaggi” ai genitori e ai capricci mattutini? Come arginare questi comportamenti disfunzionali?

COME REAGIRE:

il vestirsi, così come il momento della colazione o il lavarsi, costituisce un momento di passaggio prima dell’uscita di casa e dell’abbandono dell’ambiente familiare.

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7 buone ragioni per regalare un cucciolo ai vostri bambini

“Mammina…guarda che bello quel gattino! Lo portiamo a casa?”

“vorrei tanto un cagnolino con cui giocare…ti giuro che me ne occuperò sempre io!”

“per favore per favore…..se mi regali un coniglietto non farò mai più i capricci!”

Quante volte da genitori vi è capitato di intrattenere una conversazione di questo tipo con il vostro bambino?  Spesso, di fronte alla richiesta di avere un nuovo compagno a quattro zampe in casa ci vengono in mente solo buoni motivi per bloccare sul nascere questo desiderio: sappiamo benissimo che, dopo il primo entusiasmo, spetterà a noi dover pulire il nuovo inquilino, dargli da mangiare e portarlo dal veterinario…abbiamo paura che sia l’ennesimo capriccio e vediamo più difficoltà che reali benefici.

Tuttavia ci sono molti motivi che potrebbero portare ad accogliere la proposta del bambino: qui di seguito ne elenchiamo sette per cui un cucciolo può rivelarsi un vero e proprio maestro di vita. Infatti:

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il ruolo del papà nella famiglia

Nella mentalità comune, quando si parla del rapporto genitori–figli, siamo inconsciamente portati a concentrare l’attenzione sullo speciale legame che si instaura tra la mamma e il bambino. Trattati di psicologia ed esperti del settore non fanno che sottolineare quanto sia importante per il figlio instaurare una  buona relazione con la propria madre e come questo influenzi la sua crescita ed il suo sviluppo futuri.

Troppo spesso, tuttavia, dimentichiamo come gli esperti invitino anche a riconoscere il giusto valore ad un altro elemento, altrettanto fondamentale, della famiglia, ovvero la figura del padre.

Rispetto al passato, oggi i padri sono sicuramente più presenti nella vita dei figli e più disponibili a cimentarsi in cambi di pannolini o biberon. Spesso le madri lavorano tutto il giorno e i confini nei compiti che spettano ai membri della coppia sono via via sfumati. A volte le donne sono ancora restie a “mollare la presa” sul loro ruolo di mamma, ma una buona madre deve lasciare che il padre rivesta il suo ruolo all’interno della famiglia e nel rapporto con il figlio.

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