Le fasi psicologiche della gravidanza: come cambia la donna di trimestre in trimestre

Ecco anche qui sul blog il mio articolo pubblicato tempo fa sulla rivista dedicata ai genitori “Nascere Mamma”. Buona lettura!

I nove mesi di gestazione sono testimoni per la donna di profondi cambiamenti sia a livello fisiologico che emotivo: dal punto di vista corporeo, il fisico si prepara ad accogliere e fare crescere l’embrione e il feto, divenendo un ambiente protettivo per il corretto sviluppo che porterà poi alla nascita del bambino. Parallelamente avvengono tutta una serie di mutamenti psicologici, i quali concorrono a preparare la madre a prendersi cura in modo adeguato e amorevole del proprio piccolo.

Esiste un vero e proprio TEMPO DELLA GRAVIDANZA, un periodo molto importante durante il quale la donna incinta attraversa diverse fasi psicologiche che differiscono a seconda del periodo di gestazione in cui si trova.

IL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Durante i primi tre mesi (intorno alle prime tredici settimane) la donna vive la necessità di un assestamento di fronte alla notizia di aspettare un figlio. È possibile e frequente attraversare momenti di ansia, anche perché si verificano mutamenti rapidi dal punto di vista fisiologico e ormonale che causano veri e propri disturbi fisici (stanchezza, nausea, sbalzi repentini di umore); inoltre, questa fase è particolarmente delicata per il frequente rischio di interruzioni spontanee di gravidanza. La coppia tende a non condividere ancora la notizia con parenti e amici, per paura che il sogno di diventare genitori svanisca. Il corpo non dà ancora segnali della vitalità e presenza del feto e questo è spesso fonte di agitazione e timore da parte delle future mamme (crescerà bene? Avrà malattie genetiche? Riuscirò a portare a termine la gravidanza?). Non bisogna mai stancarsi di sottolineare come tutti questi Dubbi e paure siano legittimi e comprensibili, per questo è importante affidarsi ad uno staff medico e ostetrico di fiducia che possa accompagnare la donna lungo tutto il percorso, in un clima di accoglienza e privo di giudizio.

IL SECONDO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA                              

Questo periodo viene di solito considerato come il più bello della gravidanza: cessano le nausee e la stanchezza, la donna ritrova vitalità ed energia e può rasserenarsi circa l’eventualità di aborto spontaneo, che diminuisce sensibilmente. È il momento di condividere la propria gioia con gli altri e permettersi finalmente di pensare alla realtà di diventare mamma e papà.

Mentre la vita sessuale della coppia risulta spesso inibita durante il primo trimestre per paura di nuocere all’embrione, a partire dalla tredicesima settimana è possibile ritrovare una maggiore intimità tra i partner. Questo è un periodo importante anche per i papà: la donna comincia a sentire dentro di sé il suo piccolo, ne avverte i movimenti e i piccoli calcetti e il partner partecipa insieme a lei a questo evento, parlando con il bambino attraverso la pancia, accarezzandolo e coccolandolo pur se non ancora fisicamente presente tra loro. Si forma il primo legame psicologico materno e paterno con il proprio figlio, dato proprio dai primi movimenti e segnali di esistenza del figlio percepiti dai genitori (quella che viene chiamata “comunicazione intrauterina”).

IL TERZO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Inizia alla ventottesima settimana ed è l’ultimo tratto del percorso, durante il quale il corpo femminile si prepara all’evento del parto mentre continua la crescita del bambino. Si tratta di un periodo particolarmente faticoso: la donna è ormai stanca, il pancione sposta il suo baricentro e le rende difficile camminare o muoversi, spesso ha mal di schiena e fa fatica a dormire. La stanchezza non è solo fisica, ma anche emotiva: ormai manca poco e i genitori sono impazienti di conoscere il loro piccolo, sul quale hanno fantasticato per lungo tempo. Infatti, durante la gravidanza la mente dei genitori ha costruito un’immagine del bambino ideale, che si scontrerà inevitabilmente con il bambino reale che nascerà da lì a poco. Questo può portare sconvolgimenti, tanto più marcati quanto più le fantasie dei genitori non troveranno riscontro nel bambino appena nato. La donna attraversa emozioni e stati d’animo altalenanti, in cui l’entusiasmo di conoscere finalmente il proprio bambino si scontra con la paura ed i timori legati all’esperienza del parto.

Partorire: che paura!

L’esperienza del parto viene vissuta in modi diversi dalle diverse donne: alcune lo considerano il momento culmine ed integrante dell’intero percorso della gravidanza, che le ha portate a conoscere finalmente il proprio bambino. Per altre, al contrario, vivere l’attesa di quel giorno è fonte di grande ansia e paura.

I timori più frequenti legati al parto sono molteplici e vanno dal temere il dolore fisico fino alla paura di perdere il controllo del proprio corpo. Alcune sono terrorizzate dall’idea di venire ospedalizzate, mentre per altre prende forma l’immagine del proprio corpo trasformato e lacerato.

Cosa può aiutare?

Sicuramente è fondamentale e di grande supporto partecipare ai corsi  preparto organizzati all’interno dell’ospedale: disporre di un tempo psicologico di preparazione all’evento e di nozioni pratiche utili a calmare l’angoscia aiuta sicuramente ad arrivare più consapevoli e preparate a questo fondamentale momento e fa sì che, anche attraverso il confronto e il dialogo con altre donne nella stessa situazione, la paura diminuisca notevolmente. C’è poi un ulteriore elemento in grado di fare la differenza, ovvero l’avere accanto un partner attento, disponibile all’ascolto, empatico e non giudicante.

A proposito del papà…

È importante ricordare che l’esperienza della gravidanza coinvolge emotivamente il padre tanto quanto la madre, pur se in modo diverso. È fondamentale quindi che il futuro papà si senta protagonista attivo di questo evento e sia coinvolto dalla propria compagna.

I nove mesi sono un tempo privilegiato per la coppia per riflettere su se stessi, riconsiderare i propri modelli genitoriali, stabilire i nuovi progetti e le priorità.

In bocca al lupo e tanti auguri ai nuovi genitori!

 

Sei un neogenitore e hai bisogno di un supporto per capire come gestire al meglio il tuo piccolo? Alcuni comportamenti del tuo bambino ti preoccupano e vorresti il parere di un esperto? Nello studio di Psicologia mi occupo di genitorialità ed infanzia. Puoi contattarmi per una consulenza iniziale scrivendo sulla pagina www.psicologiagarbagnate.it o inviandomi un messaggio a info@genitorifelici.info

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Video: Lavorare con il partner

Condividere il luogo di lavoro può essere un vantaggio, ma nascondere anche insidie. Vediamo insieme in questo video i rischi e i punti di forza di lavorare insieme al partner e qualche trucchetto per salvaguardare la nostra relazione.

 

E voi? Avete mai condiviso il vostro luogo di lavoro con il partner? Come vi siete trovati?

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L’arte di saper litigare nella coppia

Nella mia pratica clinica mi accade spesso di trovarmi davanti a coppie insoddisfatte che richiedono una consulenza per risolvere una vita familiare non idilliaca o, al contrario, troppo spenta e piatta.    Accanto a coniugi altamente conflittuali, che non perdono occasione di rinfacciarsi colpe reciproche e fare recriminazioni mi capita infatti anche di ascoltare mogli e mariti apparentemente tranquilli, che non discutono mai su nulla, le cui modalità di relazione sono basate sull’accettazione delle scelte di uno dei due partner o, peggio ancora, su una sorta di “indifferenza reciproca”.

Paradossalmente sono proprio quest’ultime le coppie meno stabili, perché molto spesso dietro alla calma apparente si nascondono grandi insoddisfazioni, cose non dette e tenute dentro che rischiano di far saltare prima o poi l’equilibrio familiare con lo scoppio improvviso ed inaspettato (che poi tanto inaspettato non è!) di tutti i malumori. Naturalmente anche due partner continuamente litigiosi non riescono a trovare la giusta armonia, ma è sempre preferibile manifestare i propri sentimenti e le proprie idee.

Confrontarsi reciprocamente e parlare è fondamentale per la buona riuscita di una coppia: una certa dose di conflitto è sana ed importante, solo occorre seguire alcune regole ed imparare “l’arte di saper litigare”.

Vediamo insieme quali sono le modalità migliori per discutere all’interno di una coppia:

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…e se partissimo senza i bambini…?

Per molti genitori l’idea di partire per una vacanza di coppia “in solitaria” senza figli è fonte di dubbi e sensi di colpa: ci si sente genitori degeneri e crudeli, disposti ad abbandonare i propri bambini per il desiderio egoistico di passare un po’ di tempo in pieno relax, senza pensieri e con la nostra dolce metà.

Soltanto un’esigua minoranza riesce a concepire una vacanza simile non solo come un piacere ma anche come un diritto e dovere nei confronti della coppia. In ogni caso separarci per un po’ dal nostro piccolo o dalla nostra bambina è vissuto come qualcosa di inquietante e in genere, anche chi alla fine decide di partire, non riesce poi a godersi appieno la vacanza per colpa di quella vocina sottile che continua ad insinuare “…ma che razza di genitore sei? Come hai potuto?”.

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Estate: come vivere vacanze serene con il partner

 

Ormai l’estate è davvero alle porte e con essa le tanto desiderate ferie. Per molte famiglie è tempo di decidere dove andare per trascorrere un po’ di giorni di relax lontani dalle preoccupazioni e dai ritmi frenetici di lavoro che ci hanno afflitto per tutto l’anno. Si tratta di un momento d’oro, in particolare, per la coppia, che ha l’occasione approfittare delle giornate libere dagli impegni lavorativi per riscoprire il piacere di stare insieme.

Attenzione però: a volte la vacanza rischia di trasformarsi in un’ulteriore fonte di stress, in cui litigi e banali discussioni ci fanno rientrare a casa più stanchi di quando siamo partiti.

Ecco allora qualche semplice consiglio per vivere giorni spensierati con il/la propria partner, tenendo in considerazione anche le esigenze dei figli:

  • Una buona vacanza inizia sin dalla programmazione della stessa: è fondamentale parlarsi e comunicare all’altro le proprie preferenze e idee sulla nostra “vacanza ideale”. La meta del viaggio andrebbe scelta insieme, tenendo conto delle rispettive esigenze. La parola d’ordine, come sempre è MEDIAZIONE: cosa fare se lei è una patita della vita da spiaggia e lui preferisce camminare giornate intere per visitare città d’arte? In questo caso occorrerebbe evitare un eccessivo sbilanciamento verso i desideri di uno solo dei membri della coppia: un compromesso potrebbe essere trascorrere alcuni giorni al mare all’insegna del relax per poi dedicarsi, nei giorni restanti, alla visita di monumenti, chiese e scorci caratteristici del luogo di villeggiatura. In questo modo entrambi saranno soddisfatti della vacanza e potranno avvicinarsi a ciò che piace all’altro, cercando di scoprirne i lati interessanti;
  • Durante il periodo delle vacanze si dovrebbe cercare il giusto equilibrio tra “fare” e “riposare”: la programmazione delle giornate non dovrebbe essere rigida e con ritmi frenetici, ma flessibile e all’insegna del benessere. È giusto sfruttare la possibilità di conoscere quanto più possibile di un posto nuovo, ma la vacanza non deve diventare una gara stancante;
  • Nel nostro mondo frenetico, caratterizzato dall’efficienza e dall’onnipresenza dei mezzi di comunicazione, mi rendo conto che il consiglio che sto per darvi non è semplice da seguire. Tuttavia, il momento delle ferie dovrebbe essere l’occasione per staccare del tutto dalla routine quotidiana e dimenticare in un angolo (preferibilmente spenti!!) cellulari, televisione, mail e internet. Avrete tempo a settembre per riprendere in mano i contatti di lavoro, postare su facebook, rispondere alle mail. In estate purificatevi da tutto questo e concedetevi del tempo per evadere dalla realtà e staccare la spina;
  • Cogliete l’opportunità delle vacanze estive per regalare del tempo prezioso alla vostra coppia: trascorrete momenti allegri insieme, coccolatevi e concedete all’altro piccole attenzioni, ritagliatevi tempo per parlare tra voi e fare un cenetta romantica a lume di candela. Se avete bambini organizzate le vostre vacanze in modo da poter avere occasioni per stare da soli: potreste optare per una vacanza in un villaggio turistico all inclusive, che solitamente prevede attività ricreative gestite da animatori ed educatori qualificati. In questo modo i vostri figli avranno l’opportunità di giocare in compagnia di altri bambini: le vacanze sono un ottimo modo per socializzare, senza la fretta che caratterizza l’anno scolastico e sappiamo bene quanto sia importante il ruolo del gioco e dell’amicizia per un sano ed armonico sviluppo del bambino.   Se vi sentite in colpa a lasciare i vostri figli per brevi periodi (nei prossimi giorni affronterò questo argomento in un nuovo articolo) una possibile soluzione può essere decidere di fare il viaggio con altre coppie che hanno figli. In questo modo i bambini potranno giocare tra loro e i genitori potranno ritagliarsi a turno momenti dedicati alla propria coppia lasciando la cura dei figli ai propri amici;
  • Vacanza significa anche assaporare la bellezza delle piccole cose: una conchiglia dalla forma strana, una notte stellata, una passeggiata in riva al mare abbracciati sono tutti momenti preziosi da conservare nel cuore per affrontare al meglio i nuovi impegni una volta arrivato settembre. Cogliete l’occasione di questi giorni di relax per godere delle gioie quotidiane che tendiamo a non percepire durante il resto dell’anno.

 

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La difficoltà di (ben) comunicare

Quante volte vi è capitato di rimanere intrappolate in una discussione con il vostro partner, con un vostro familiare o con un amico? Eravate partite con le migliori intenzioni ed ecco che l’altro ha frainteso le vostre parole scatenando una serie di recriminazioni e offese che hanno portato ad un forte litigio…ed ora non ricordate nemmeno più come tutto è iniziato…

Vi riconoscete nella descrizione? Come mai accade tutto questo? Perché saper comunicare, o meglio, saper comunicare nel modo giusto non è per niente facile.

Parlare con l’altro e farci capire è come una corsa a ostacoli e solo superando le varie tappe senza cadere riusciremo ad arrivare ad una conversazione efficace. Che ne dite di iniziare una corsa virtuale della comunicazione e vedere insieme i tre principali ostacoli che potremmo trovare sulla via? Ci siete? Ok…partiamo!

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