Tutto quello che c’è da sapere sull’ADHD

Cos’è il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività?

È un disturbo dell’età evolutiva che caratterizzato da tre tratti principali:

  • Disattenzione
  • Impulsività
  • Iperattività

Questi bambini fanno fatica a concentrarsi su un compito, tendono ad essere irrequieti e spesso non sono in grado di controllare i propri comportamenti.

Chi fa la diagnosi e come posso segnalare questa difficoltà alla scuola?

Se sospettate che il vostro bambino abbia l’ADHD, il primo passo da fare è parlarne con il vostro pediatra, in modo da disporre dell’impegnativa per una prima visita neuropsichiatrica infantile. Rivolgetevi alla sede UONPIA (Unità Operativa Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza) a voi più vicina, dove verrà fissato un primo appuntamento con il  Neuropsichiatra Infantile, che effettuerà la raccolta dei dati, l’esame neurologico e colloquio clinico con il bambino. Nel primo appuntamento vengono consegnati i questionari di auto-etero somministrazione per genitori, insegnanti e, se il figlio supera i 12 anni, anche quelli per adolescenti. Vi saranno poi altri appuntamenti per il bambino in cui verrà sottoposto a test cognitivi e neuropsicologici. alla fine della valutazione, l’equipe (medico NPI e psicologo) stenderà una relazione clinica e convocherà voi genitori per un colloquio di restituzione, in cui v presenteranno gli interventi terapeutici consigliati calibrati sull’età e le caratteristiche del vostro bambino. In questa occasione vi sarà eventualmente consegnata anche la certificazione di ADHD, che andrà depositata a scuola in modo da poter usufruire degli accorgimenti scolastici destinati a chi ha l’ADHD (protocollo operativo individuato dalla Circolare MIUR n. 4089 del 14/06/2010).

Che comportamenti causa?

DISATTENZIONE

  • Si distrae facilmente e dimentica le cose
  • Ha difficoltà nel mantenere l’attenzione, nel concentrarsi sui particolari
  • fatica a prestare attenzione quando gli si parla, spesso non porta a termine un compito o non sa seguire istruzioni date
  • Difficoltà nell’organizzare il materiale, spesso perde le cose (es: materiale scolastico)

IPERATTIVITA’

  • Non riesce a stare seduto in contesti in cui è richiesto (es: a tavola, a scuola…)
  • Parla troppo ed in modo eccessivamente veloce, risponde spesso prima che si finisca di porgli la domanda
  • Non riesce a dedicarsi ad attività calme o giocare in modo tranquillo
  • Corre o si arrampica dove non è opportuno, è in continuo movimento

IMPULSIVITA’

  • Ha la tendenza ad interrompere i discorsi degli altri o a sostituirsi nei discorsi
  • È impaziente e scarsamente tollerante alle frustrazioni
  • Non valuta le conseguenze delle sue azioni e di come queste influenzano gli altri

Cosa non fare se il bambino è:

Disattento:

  1. Non concedere pause al bambino durante lo svolgimento di un compito
  2. Ripetere di stare attento e non distrarsi (non lo fa apposta!)
  3. Isolare il bambino dal resto dei compagni
  4. Evitare attività nuove per evitare che si distragga troppo

Iperattivo:

  1. Pretendere che stia sempre seduto e calmo
  2. Punirlo, sgridarlo, dare note e castighi
  3. Ripetere di stare fermo

Cosa possono fare i genitori con un bambino ADHD?

  • Create delle routine, un ambiente costante favorisce il focus
  • Scoprite le sue abilità e punti di forza, così da rafforzarne l’autostima
  • Semplificate al massimo, usate brevi e chiare consegne
  • Limitate le scelte, offrite al vostro bambino 2 opzioni tra cui scegliere in modo da non essere sovrastimolato da troppe informazioni
  • Insegnate al bambino come può organizzarsi di fronte ad un compito

Personaggi famosi con ADHD:

  • Justin Timberlake
  • Jim Carrey
  • Michael Phelbs
Continua

COSA FARE SE…si mette il dito in bocca

Simone, 10 anni, è un bambino socievole e simpatico. Va molto bene a scuola, ha tanti amici ed i genitori lo descrivono come ubbidiente e tranquillo. E’ da poco diventato fratello maggiore di Stefania e sembra aver preso questo incarico con molta responsabilità. Adora la sorellina e la coccola in continuazione. Tutto perfetto…se non per un problema che Simone non ha mai superato: sin da piccolo, infatti, ha il vizio di mettersi il pollice in bocca.  Compie questo gesto soprattutto quando è stanco, la sera sul divano mentre guarda la tv, quando è malato o particolarmente nervoso o arrabbiato. Ormai è grande e i genitori non sanno più che fare per far perdere a Simone questa brutta abitudine: “Le abbiamo provate proprio tutte!” mi dicono “lo abbiamo fatto ragionare, gli abbiamo spiegato con calma che ormai non è più un bambino piccolo, lui diceva di sì ma poi lo rifaceva. Allora ci siamo arrabbiati, lo abbiamo sgridato e qualche volta lo abbiamo minacciato di dargli qualche punizione, ma il risultato è stato che scoppiava a piangere disperato e non toglieva più il dito dalla bocca. Gli abbiamo detto di guardare gli altri bambini, che loro alla sua età non avevano bisogno del dito in bocca e a quel punto si è arrabbiato ed è scappato in camera sua…non sappiamo più come fare!!”.

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché alcuni bambini hanno delle cattive abitudini che non riescono ad eliminare? Quando è giusto interrompere questi vizi e qual è il modo migliore per riuscirci? Cosa nasconde il bisogno di tenere il dito in bocca per un bambino come Simone?

Continua

COSA FARE SE….vuole dormire nel lettone con mamma e papà

Ogni notte la stessa storia: singhiozzi e chiamate disperate dalla cameretta svegliano i genitori di Laura, 7 anni, che non riesce proprio a riaddormentarsi e vuole la mamma e il papà. Nel bel mezzo della notte Stefania e Luca accorrono dalla loro bambina che, piuttosto che provare a chiudere gli occhi e restare di nuovo da sola se le inventa proprio tutte: “Ho sete, mi porti un bicchiere d’acqua?“, “…davvero papà, ho visto un mostro sotto il mio letto!”, “Mi fa malissimo la pancia! E la testa! E il ginocchio!”. Fino alla fatidica domanda: “Posso venire a dormire nel lettone?”

Alla fine i genitori, esausti ed insonnoliti, cedono alla richiesta di Laura e il papà è costretto a dormire nel lettino per lasciare il posto alla bambina che, neanche a dirlo, nel giro di 3 minuti dorme placidamente attaccata alla mamma.

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché i bambini hanno un così forte bisogno di dormire nel lettone con i genitori? Quando è giusto interrompere questa abitudine e qual è il modo migliore per riuscirci?

Continua

9 consigli per gestire un bambino che fa i capricci

Vi propongo oggi un articolo già pubblicato su www.goccedipsicologia.it, la pagina di informazione psicologica con cui collaboro.    Vediamo come riuscire a gestire i capricci dei nostri bambini…

Sei invitata ad una cena tra amici: finalmente hai l’occasione di rilassarti e trascorrere qualche ora piacevole al ristorante, chiacchierando del più e del meno con le altre mamme, insieme a tuo marito e al vostro bambino.

Mentre il cameriere inizia a servirvi la cena ecco però che Simone, 5 anni, comincia il suo consueto show: prima vuole giocare (e naturalmente nella tua borsa piena dei suoi passatempi preferiti non c’è il giocattolo giusto!) poi è un continuo alzarsi dal tavolo, girare per i tavoli, dare fastidio alle persone…così ti trasformi in  una trottola che cerca di arginare le esplorazioni del tuo bambino e tra  un “… ma che razza di educazione gli hanno dato…” sussurrato dalla vicina di tavolo e un “…Signora il bambino non può entrare nelle cucine!” del cameriere ti ritrovi improvvisamente a chiederti “Ma perché sono uscita? Chi me l’ha fatto fare?”.

Alla fine davanti all’ennesima scenata di Simone, in lacrime e urla per un tuo divieto,  mortificata, guardi tuo marito alzare gli occhi al cielo rassegnato e decidi di tornare a casa, scusandoti con i tuoi amici.

Continua

Affrontare i comportamenti problematici degli alunni iperattivi: l' eccessiva attivita' motoria

 

Iniziamo oggi una serie di articoli destinati in particolar modo ad insegnanti e genitori che ogni giorno si trovano a dover combattere contro l’ADHD, ovvero il Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività. Questi bambini hanno difficoltà a regolare le proprie emozioni, fanno fatica a rispettare le regole e concentrarsi, sono spesso impulsivi, oppositivi e disturbanti.

Tuttavia, è importante sottolineare che molti tra i soggetti identificati come iperattivi presentano anche caratteristiche positive: alcuni sono creativi, intuitivi e con un buon livello intellettivo.

Occorre formare l’ambiente circostante, e quindi genitori ed insegnanti, perché si riescano a costruire intorno ai bambini impulsivi ed iperattivi le giuste condizioni e sia possibile contenere e gestire al meglio i comportamenti problema.

Oggi e nelle prossime settimane (per 4 lunedì) affronteremo ogni volta una specifica difficoltà legata all’ADHD, fornendo alcune linee guida per gli adulti, in particolare gli insegnanti, che si trovano a gestire questi bambini.

Iniziamo parlando di un tratto caratteristico di questo disturbo, ovvero l’eccessiva attività motoria

Continua

COSA FARE SE…. non si vuole vestire

Elena, 7 anni, al mattino è la disperazione di mamma Silvia. Suona la sveglia, le cose da fare sono tantissime e la campanella di scuola trilla alle 8.00. Ora sono le 7.00 e Elena è ancora lì, impalata sul letto in pigiama che si guarda intorno beata e tranquilla. I vestiti sono lì accanto e visto che lei ormai è una signorina ripete “Mamma mi vesto da sola!”. Silvia non può avvicinarsi, peccato che la piccola Elena sia estenuante nella sua lentezza…senza contare i continui capricci sul vestito da indossare, sul fatto che le sue preferenze non coincidano mai (chissà perché?!) con quelle della mamma o non siano per niente adeguate alle condizioni metereologiche (“no Elena, non si mette la maglietta a maniche corte a dicembre!!”). Silvia è esausta già di prima mattina e non sa più come prendere la sua “bambina terribile”

LA PREOCCUPAZIONE:

Perché i bambini fanno tante storie per vestirsi? Cosa c’è dietro i continui “boicottaggi” ai genitori e ai capricci mattutini? Come arginare questi comportamenti disfunzionali?

COME REAGIRE:

il vestirsi, così come il momento della colazione o il lavarsi, costituisce un momento di passaggio prima dell’uscita di casa e dell’abbandono dell’ambiente familiare.

Continua