Buoni propositi 2018 #10

Buongiorno a tutti i miei lettori.

Siamo arrivati alla fine di queste pillole di psicologia e benessere sui buoni propositi da attuare nel corso dell’anno. In realtà non valgono solo per il 2018, anzi, andrebbero “applicati” più volte nel corso dell’anno: in tutte le occasioni in cui ci sentiamo stressati, poco motivati o il nostro morale non è alle stelle scegliamo il proposito più adatto al momento che stiamo vivendo ed impegniamoci a fermarci un attimo e dedicarci a noi stessi. Tu sei la tua più grande risorsa  e per riuscire con successo nel lavoro, nelle relazioni, nella vita quotidiana è fondamentale che il tuo corpo e la tua anima stiano bene.

 

Viviamo in un epoca in cui i social e gli strumenti tecnologici stanno pian piano diventando padroni delle nostre vite. Certo, la tecnologia ha portato progresso e ha reso molto più facili cose un tempo complesse; tuttavia, sono convinta che occorra riscoprire l’importanza di passare del tempo a contatto con la natura e con le altre persone, come ad esempio la nostra famiglia o i nostri amici, “depurandoci” dal continuo utilizzo di social network o della tecnologia.

Strumenti come fb, il cellulare, il computer e i tablet possono trarci in inganno: apparentemente il tempo trascorso a chattare, avere informazioni in modo  rapido, semplificare i compiti sono tutte attività piacevoli, che danno al nostro cervello una gratificazione immediata. In realtà c’è il rovescio della medaglia: spesso si rischia di sviluppare una vera e propria dipendenza, per cui non si riesce più a fare a meno di controllare ossessivamente le notifiche o la posta.  Questi strumenti provocano assuefazione, ovvero più si rimane collegati più si perde tempo  a “girovagare in rete” senza concludere nulla, con il risultato di sentirsi frustrati, annoiati ed insoddisfatti

Ricordiamoci che le amicizie virtuali non potranno mai sostituire una chiacchierata faccia a faccia con le persone a noi care, anche se spesso ci danno l’illusione di essere riconosciuti e amati da un gran numero di persone.

–      Questa settimana prova a …: disintossicati dai social, stabilisci di connetterti ad internet ed ai social solo per un’ora al giorno, silenzia le notifiche del cellulare e dedica il tempo guadagnato ad attività più costruttive, come ad esempio la lettura di un libro, una telefonata ad un amico, una passeggiata all’aria aperta.

Se attraversi un momento di crisi prova a mettere in pratica questi buoni propositi: la situazione dovrebbe migliorare. Se invece continuassi ad essere a disagio ed insoddisfatto/a non esitare a contattarmi tramite i riferimenti che trovi in home page. A volte l’aiuto di una persona esterna e formata può davvero fare la differenza: chiedere un supporto non è sinonimo di debolezza, significa semplicemente prendersi cura di se stessi.

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pratiche di "buona scuola": il progetto TRIS e TRIS-2

29249883_10211865617701368_3498026755493462016_nVenerdì 16 maggio presso lo spazio Tim di Milano in occasione della Milano Digital Week si è tenuta la presentazione dei risultati nell’ambito della sperimentazione del Progetto TRIS, che si è posto come obiettivo quello di utilizzare la tecnologia per garantire lo studio ai bambini che non possono frequentare le lezioni in classe per gravi motivi di salute.

Sono venuta a conoscenza dell’evento grazie a Alessandra Corradi, Presidente dell’associazione “Genitori Tosti in Tutti i Posti” (www.genitoritosti.it) e  approfitto per ringraziare lei e Giovanni Barin (vice presidente) per avermi permesso di conoscere quest’importante iniziativa.

Si tratta di un ambizioso progetto che mira all’inclusione socio educativa grazie all’utilizzo metodico nelle classi di strumenti tecnologici (computer, skype e internet, strumento LIM…) e che compie una vera e propria rivoluzione anche nella metodologia didattica. Includere virtualmente in una classe un bambino costretto a casa dalla malattia implica infatti una ridefinizione dell’ambiente scolastico e la capacità dei docenti di diventare flessibili per modellare le strategie didattiche in funzione delle nuove tecnologie.

Il progetto, è stato realizzato da Fondazione Tim, in collaborazione con l’istituto delle Tecnologie Didattiche (CNR) e l’associazione nazionale dei dirigenti pubblici e delle alte professionalità della scuola (ANP). Durante il pomeriggio dapprima sono state raccontate la nascita e la sperimentazione del progetto TRIS per poi,  in un secondo momento, illustrare quella che sarà la seconda fase e prosecuzione del progetto (TRIS-2).

Il progetto TRIS (tecnologia di rete e inclusione socio – educativa) è stato avviato dai ricercatori del CNR-ITD di Genova come sperimentazione nel 2013 ed è proseguito fino al 2017: sono state coinvolte 10 classi e 4 studenti con diversi gradi di patologie, che hanno potuto partecipare da casa alle lezioni attraverso un sistema interattivo e tecnologico.

Questo modello ha dato vita alla creazione di una classe ibrida, in cui il setting scolastico si è adattato alle nuove condizioni: i banchi, ad esempio, sono stati posizionati in modo da formare delle isole di apprendimento in cui era favorito il lavoro in piccolo gruppo degli allievi. Anche le insegnanti hanno ridotto il consueto stile di insegnamento frontale e di semplice trasmissione dei contenuti per favorire un apprendimento più concreto, basato sull’esperienza, sul lavoro di gruppo e sul confronto tra i compagni (peer- tutoring). La tecnologia, dunque, ha migliorato la qualità della didattica ed ha favorito la cooperazione all’interno della classe.

È stato molto interessante vedere come il progetto abbia favorito anche l’inclusione sociale di questi bambini che, pur non essendo fisicamente presenti in classe, hanno stretto legami di amicizia molto forti con i compagni, con una conseguente ricaduta positiva in termini di autostima e senso di autoefficacia. Attraverso lo strumento del sociogramma i ricercatori hanno potuto evidenziare come gli alunni che frequentavano da casa le lezioni fossero considerati in modo positivo dai compagni di classe e perfettamente integrati nel gruppo.

Nella seconda parte del pomeriggio i responsabili del progetto hanno parlato dell’avvio della seconda fase, denominata TRIS-2: forti degli ottimi risultati ottenuti, grazie all’ANP si punta a realizzare il primo censimento in Italia dei ragazzi che non sono in grado di frequentare normalmente le lezioni in classe perché colpiti da patologie serie e invalidanti. questo permetterà di avere una visione più chiara della reale situazione del nostro territorio e sarà accompagnato da una mappatura delle pratiche adottate ad oggi nelle diverse scuole, così da gestire in modo univoco e riconosciuto i casi di mancata frequenza scolastica. TRIS -2, infine, vedrà la realizzazione di una piattaforma online attraverso cui erogare un corso certificato, accompagnato da un servizio di tutoring da parte dei ricercatori del CNR-ITD, in modo da formare sul modello TRIS tutti i docenti che lo richiederanno.

Questa giornata è stata davvero ricca ed interessante, mi ha fornito molti spunti di riflessione e soprattutto è stata una piacevole occasione per ritrovare slancio e fiducia nel futuro: in una società in cui si tende spesso a lamentarsi di ciò che non funziona, il progetto TRIS e la sua prosecuzione sono davvero un esempio di quella che viene definita “la buona scuola”.

 

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